ERIS • Collana di critica estetica  1

 
 

prima edizione GENNAIO 2007

prezzo di copertina 8,00 €

sconto per solo acquisto on-line

6,50 €

• Contributo all’interpretazione del gruppo scultoreo •

  1. 24 pagg. formato A5

  2. illustrazioni a colori

  3. EAN 13: 978-88-89856-05-5

l’editore a chi legge

Questo volume è il primo di una collana il cui spirito riflette quello delle “Edizioni Tricolli”.

Eris è il nome della collana.

Eris è la dea della Discordia, del dissidio che cova negli animi umani a volte con odio ed ira e per questo simbolo della dissensione.

Ma Eris è figlia della Notte, della “buona contesa” come ci dice Esiodo, colei che spinge gli uomini a lavorare, emularsi e superarsi a vicenda facendoli progredire, di tutto ciò, quindi, che costruisce la “misura degli uomini” con la consapevolezza dei propri limiti e dell’eterno divenire, perché solo attraverso, e per essa, può esserci crescita ed evoluzione.

“Eris” è una collana per dar voce a chi, in ogni tempo, non è dato di parlare perché in totale “dissonanza”.

Un mezzo per trasmettere le esperienze frutto dell’incondizionata ed assoluta dedizione al proprio mestiere tanto da non riuscire più a distinguere la soglia dove finisce la propria vita ed inizia quella della propria opera, in una  “simbiosi” organica intricata ed intessuta come in un labirinto di Dedalo.

Uno strumento per chi spera e crede nell’opera dell’uomo, in quella vera, poetica e tormentata, fatta di passioni, pianti, sorrisi e delusioni ma soprattutto di quella tenacia e felicità del “fare” che li accompagna nella loro intensa esistenza.

Un segno a chi si sente soffocato dagli assurdi sistemi del quotidiano; a chi vede calpestare la propria intelligenza e quella degli altri; a chi non vuol perdere la curiosità infantile che è in ognuno di noi, quella che ci spinge a spiare, toccare, infrangere ogni regola assunta per l’intimo bisogno di capire, sapere, vedere dentro le cose.

Questo quaderno di critica d’arte è un importante omaggio e contributo alla comprensione e sperimentazione delle conoscenze umane che tali sono proprio perché eternamente rilette e dissentite.

La lettura che ne fa il Palombi è talmente limpida nella sua semplicità e semplificazione da apparire quantomeno ovvia a chi osserva il gruppo scultoreo di Menelaos, eppure non è così leggendo l’interpretazione fattane finora basata su quella dello stesso Winckelmann, forse perché in genere non abbiamo mai l’audacia di contraddire o rileggere la storia assunta dalla cultura come dogma. Ma proprio l’aver osservato la scena descrittavi attraverso la Letteratura – anche teatrale – diventa di per sé un nuovo assunto: è imprescindibile leggere l’opera dell’uomo e, quindi, della stessa natura, senza tener conto della sua contestualizzazione emozionale.

L’arte non è mai espressione della realtà ma rappresentazione di essa attraverso il “governo delle emozioni”, di quella capacità che è propria dell’artista di saperne esprimere, attraverso la materia, il significato ed il senso.

La realtà delle cose è nelle cose, l’arte esprime una semantica rivelatrice dell’essenza della vita.


Vincenzo Maria Capua

LUIGI PALOMBI